02. Realtà personale soggettiva

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Definizione: La percezione soggettiva personale è la costruzione psicologica, emotiva e fisiologica attraverso la quale ci differenziamo e noi identifichiamo stessi degli altri e della realtà obiettiva. E ‘quello che noi chiamiamo il nostro “punto di vista personale“, il nostro particolare modo di vedere noi stessi e il mondo che ci circonda.

Sono “gli occhiali” che portiamo attraverso le quali sperimentiamo la realtà alla “nostra” maniera.

A differenza della percezione fisica basilare integrata per i sensi fisici, la percezione soggettiva personale è un aggiunto di origine esterna e condizionata, è un fattore variabile secondo le circostanze e l’ambiente.

Scopo: Lo scopo è quello di adattarsi all’ambiente, di comprenderne il significato e rilevare i modelli impliciti in esso e serve anche come protezione di base, di difesa e di auto-conservazione, così come dandoci un senso di identità a seconda dell’ambiente che ci circonda.

Infanzia: La creazione della percezione soggettiva personale, mentre protezione, sorge durante l’infanzia, c’aiuta ad avanzare a dispetto delle ferite emozionali, tanto di carenza come d’ invasione che abbiamo potuto sperimentare. Ci permette di adattarci all’ambiente nel quale cresciamo, ciò è così perché la percezione è la “interfaccia” che utilizziamo nella nostra interazione con la realtà esterna. Questo adattamento e sviluppo è un tentativo di ottenere quello che dobbiamo del nostro ambiente per crescere, egli quale otteniamo più o meno di forma di successo dipendendo dalle abilità che sviluppiamo e che portiamo in maniera innata.

Età pre-adulta: Durante questa tappa, è quando la nostra percezione soggettiva personale si è accontentata, allo stesso modo che lo fa la nostra struttura di credenze e condizionamenti basilari ed avanzati, ed inconsciamente ci decanteremo più o meno per una maniera rigida di vedere la realtà e reagirlei utilizzando un gruppo di strategie specifiche per ottenere quello che ci manca o evitare quello che ci fa male, di accordo alla nostra storia personale ed ambiente. Durante questa tappa può sorgere spesso un forte componente di disubbidienza, ma questa disubbidienza può situarsi in contrapposizione a quello che abbiamo vissuto, al condizionamento ricevuto, non è qualcosa di creativo e genuino per sé stesso, bensì una reazione. È un rifiuto alla cosa sperimentata nella fase anteriore. Se è un passo importante, non è l’ultimo.

Età adulta: In generale a partire dall’età adulta siamo completamente concordi con la nostra percezione soggettiva personale: pensiamo che “la vita è così ed io sono così”, secondo i condizionamenti ricevuti, e che quello è immutabile. Quello che può continuare a cambiare è che ci rimaniamo con meno energia disponibile poiché sosteniamo complessi sistemi di percezione che sostituiscano la realtà obiettiva. Un’altra delle sue caratteristiche è che se non prendiamo consapevolezza della nostra percezione soggettiva personale ci “trasformiamo” in lei, o piuttosto c’identifichiamo pienamente con lei col passo del tempo e risulta sempre più difficile da prendere consapevolezza di lei, cioè vederla per quello che è.

In questa fase questo “costume che abbiamo e ci hanno fattoinconsapevolmente e automaticamente, si sa, confortevole, ci dà una identità, un “io”, “chi crediamo essere,” ci dà un senso di appartenenza e ci dà senso di sicurezza e di controllo.

Descrizione: Si possono distinguere piani differenti all’interno di percezione.

I piani fisiologico, mentale ed emozionale, si sentono intimamente intrecciati e si condizionano gli alcuni agli altri, in un senso e nell’altro.

Piano fisiologico: la nostra percezione soggettiva ha effetti sulla nostra fisiologia poiché questa si abitua ad un determinato equilibrio bio-chimico frutto della maniera nella quale percepiamo le cose e specialmente frutto di come agiamo a partire da queste percezioni che abbiamo.

Piano mentale: la nostra percezione soggettiva ha come fondamenti, condizionamenti mentali abituati ad un determinato equilibrio nell’uso di certi modelli di pensiere che possono girare o no, intorno a credenze e cosmovisioni, i quali determinano la nostra particolare “visione” del mondo sostituendo, per questa cosmovisione. la verità implicita nella realtà obiettiva.

Piano emozionale: Il mondo delle emozioni si vede chiaramente definito per la percezione soggettiva personale. Per esempio può essere che sia bene sperimentare un gruppo di emozioni secondo la percezione soggettiva ed un altro gruppo no pero.

Manifestazione: La nostra percezione soggettiva personale, nel suo modo “protezione”, si manifesta attraverso ruoli archetipi e strategie che conformano la nostra maniera di interagire col nostro ambiente e con noi stessi. Questa struttura è rigida ed in generale non ha il lato creativo e volubile dell’apertura nemenne il discernimento che è il risultato di essere più allineato con la realtà obiettiva. Ognuno di questi archetipi può contenere alcuni ruoli ed i ruoli, a sua volta hanno un gruppo di strategie vincolate. Capiamo per strategie, quelli comportamenti diretti ad ottenere qualcosa dell’ambiente per noi stessi dovuto a circostanze mentali, emozionali o fisiche derivate di materiale sub ed inconscio non risolto.

Durante le nostre vite, se non realizziamo un sincero sforzo continuato di auto-conoscenza, possiamo con relativa facilità vivere la vita attraverso archetipi condizionati che sottostanno alle sue tappe , orientando le nostre azioni, invece di essere noi stessi quelli che in contatto con la realtà obiettiva determiniamo situazione a situazione i frutti delle nostre azzione.

Ognuno di noi può usare, se si vive in possesso di questi archetipi, uno o più ruoli in alcuni o tutti i settori della sua vita o di utilizzare uno o l’altro a seconda della zona in cui si sta svolgendo ; per esempio con un ruolo tiranno sul posto di lavoro, un ruolo di vittima nella famiglia e salvatore con gli amici. (Nelle classi successive verranno discussi in dettaglio i ruoli).

Aspetto positivo della percezione soggettiva personale: ci permette di adattarci, ci dà sicurezza, ci ha permesso di arrivare fino al giorno di oggi, ci dà una sensazione di identità e è il veicolo personalizzato principale mediante, il quale abbiamo accesso e contatto alla realtà obiettiva interna ed esterna.

Aspetto negativo della percezione soggettiva personale: se non viene messo in discussione quando è obsoleto, se non viene esaminato e scartato, ci impedice evolvere, crescere e maturare. E, privo di sensi, ci si fondono con, essa limita la nostra esperienza della realtà oggettiva e, soprattutto, ci motiva a supporre che ciò che crediamo sia vero sia la verità, quando è solo una percezione distorta della verità. Non consideriamo un certo modo di operare e interagire, la vita diventa circolare piuttosto che a spirale, spingendoci a ripetere ancora e ancora le stesse storie e gli errori senza imparare da loro.

Limita la nostra capacità di risposta alla realtà obiettiva e spesso ci limita nella nostra evoluzione verso maggiori quote di saggezza, libertà e creatività.

C’impedisce di essere genuinamente LIBERI.

Il paradosso finale consiste in che, sebbene la percezione soggettiva personale fa parte della realtà obiettiva interna dell’essere umano, contemporaneamente, questa percezione altera l’accesso alla realtà obiettiva della quale è parte, potendo diventare un attrezzo che desvirtúa, danneggia ed induce ad una costante interpretazione della realtà, invece di alla sua esperienza diretta.

Meditazione guidata in audio:

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